(ANSA) - MILANO, 16 MAG 2007- Il 'laboratorio privacy sviluppo', presentato oggi agli studenti di giurisprudenza della Cattolica di Milano, imprime - come ha spiegato Giuseppe Fortunato, membro del garante - un vero salto di paradigma. ''Il laboratorio - ha affermato - vuole stimolare tutte le risorse del singolo perche' diventi protagonista della sua vita come individuo e come cittadino di fronte alle istituzioni''.
La privacy non e' piu' intesa solo come riservatezza, ma come vita privata, dimensione nella quale realizza sogni e aspirazioni. Il laboratorio e' nato il 18 novembre scorso e ha subito allargato i suoi orizzonti all'estero: dalla Spagna a Malta, da Israele alla Nuova Zelanda.
I lavori sono partiti con la redazione di un libro, scaricabile da Internet. Si chiama ''La Svolta': scritto alla prima persona singolare, in forma divulgativa, raccoglie alcuni strumenti attraverso cui gli uomini raggiungono i loro obiettivi. Ma la vera specificita' di questo elaborato e' di essere in continua evoluzione, aperto al contributo di chiunque voglia partecipare.
''Vogliamo che questo Forum - ha detto Fortunato - diventi un luogo in cui l'umanita' rifletta su se stessa, un forum della speranza e della liberta'''. (ANSA).
Milano, 16 mag. 2007 (Apcom) - Non più solo tutela della riservatezza dei dati personali, ma anche privacy come strumento essenziale per lo sviluppo delle potenzialità individuali e il raggiungimento "della felicità". E' questo l'obiettivo ambizioso che si pone il "Laboratorio Privacy Sviluppo", un forum aperto a studenti e cittadini presentato durante il convegno "L'altra faccia della privacy: dai desideri alla realtà" organizzato dall'Università Cattolica.
"Non si tratta di un'iniziativa burocratica", ha precisato subito Giuseppe Fortunato, componente dell' Autorità e coordinatore del progetto, ma di uno strumento per promuovere "il pieno sviluppo della persona umana", secondo quanto previsto dall'articolo 3 della Costituzione. Un "laboratorio della speranza e della libertà", che secondo Fortunato "non è una cosa astratta". L'inizitiva, è stato detto durante il convegno, è la naturale prosecuzione di un processo storico iniziato con la "crisi delle ideologie del Novecento, tutte collettive", e lo sviluppo di una dimensione sempre più individuale dello sviluppo umano.
"Schiacciare il concetto di privacy - ha continuato Fortunato - sulla sola riservatezza, intesa come difesa dei dati personali dall'invasione esterna è riduttivo: c'è anche un concetto di privacy legato allo sviluppo della persona, capacità del singolo di raggiungere i propri obiettivi. Attività nella quale il primo garante è proprio il cittadino stesso". Le persone finora coinvolte nel progetto, ha aggiunto lo studioso, sono già migliaia.
Il Laboratorio, le cui attività sono iniziate il 18 novembre 2006, vuole essere "la calamita per tutti coloro che sono impegnati per il passaggio dalla privacy-sogno, la vita personale come desiderata, alla privacy-realtà, la vita personale come effettivamente vissuta". La nuova struttura è interdisciplinare e, grazie alla collaborazione con le analoghe Autorità di altri Paesi e al sostegno del Garante dell' Unione Europea, anche internazionale.